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Vado e torno - N° 5 Maggio 2003 |
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dimensioni ha la portata maggiore della categoria. Non sa correre
in autostrada, ma in città ha l'agilità di uno
scooter. Motore e cambio sono coreani. Sul telaio monta dal
trilaterale alla vasca per rifiuti e persino un minicompattatore. |
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PREGI |
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DIFETTI |
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° Portata
utile
° Allestibilità
° Maneggevolezza ° Spunto |
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°
Consumo ° Comfort di guida ° Abitabilità
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PICCOLO MA CHE PORTATA |
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Quattro metri e 33 di lunghezza
per uno e 65 di larghezza. In totale, poco più di 7 metri quadri
di impronta a terra (lo spazio fisicamente occupato dal veicolo) su
cui si concentrano i 35 quintali di peso a terra del Gasolone di Effedi.
Giusto per dare un metro di paragone, il Daily 35 C 9, pari potenza
e peso a terra ma con passo 3 mila (il Gasolone è 2.380), ne
occupa oltre 3,5 in più. Come dire, un tre per due. È
chiaro, però, che il rivale del Gasolone non può essere
in alcun modo il Daily o simili. Quanto, piuttosto, qualcuno degli
"assemblati", dal Bonetti allo Zk, tipologia di mezzi con
larghezza attorno al metro e settanta, diventati le ammiraglie delle
piccole imprese edili. |
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HA LA TAGLIA DI DAVIDE E TRASPORTA COME GOLIA |
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Ma
è proprio dal confronto fatto sulle dimensioni che è
possibile mettere l'accento sulla compattezza del Gasolone, peculiarità
che ne ha decretato il successo sin dalla nascita, nel 1988. E ne
hanno intuito le potenzialità anche le municipalizzate di molte
città (l'Amsa di Milano ne ha un centinaio allestiti con vasca),
alcune delle quali si sono indirizzate pure sull'Elettrone, il fratello
con alimentazione elettrica.
Se per le dimensioni verrebbe naturale usare il diminutivo "ino",
al posto del superlativo "one", il discorso si ribalta
considerando la portata. L'autotelaio ha una carica di 1.450
chili. Visto che è omologato a 3.500, non serve neanche
la calcolatrice per dedurne la portata: 2.050 chili. Impossibile
avvicinarlo. Tra i veicoli di grande serie, solo il clan dei
samurai (Isuzu, Kia, Mitsubishi e Nissan) risponde con veicoli
altrettanto compatti, ma non altrettanto leggeri. L'Nkr Isuzu
ha un giro fianchi di quasi 170 centimetri, tanti quanto ne
misura la cabina "stretta" del Canter Mitsubishi;
il K 2500 della Kia si allarga di quasi 5 centimetri e il pur
compatto Cabstar della Nissan veste comunque una taglia in più
(180 centimetri). La disputa è sul numero dei posti.
Nel metro e 55 del Gasolone ci si sta in due. Nelle altre (stretti)
in tre. |
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POSTO GUIDA NON ADATTO PER FARE LUNGHI TRAGITTI |
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Non è memorabile la posizione
di guida: volante e sedile senza possibilità di regolazione
e comandi a pedali al pavimento e dalle corse lunghe non offrono grande
comfort, soprattutto ai più alti. Il volante finisce per essere
molto vicino al busto, impedendo di stendere le braccia. In compenso,
ha il pregio di essere piuttosto diretto, caratteristica apprezzata
nel traffico, dove il Gasolone riesce a muoversi con la destrezza
di uno scooter.
È proprio la pedaliera, però, il punto critico. Il pedale
frizione ha un'escursione lunga e oppone resistenza, finendo per l'affaticare
più del dovuto la gamba sinistra. Su un altro registro, invece,
è la leva del cambio. Agile da manovrare e ben posizionata,
comanda con un rinvio a cavi la scatola a 5 rapporti.
La
visibilità antero-laterale è soddisfacente, mentre tornerebbero
utili retrovisori più generosi, preziosi in città e
in manovra. Situazione, quest'ultima, che si conferma ottima, favorita
sia dal servosterzo, sia dal ridotto raggio di volta (8 metri e 75
metri tra marciapiedi).
Cabina, assali e telaio sono fatti in casa. L'abitacolo, immutato
nelle dimensioni, è stato rinnovato nelle finiture esterne
e interne. Il frontale è ora caratterizzato dal paraurti con
gli incavi per i fendinebbia (180 euro), che prosegue sui fianchi
sotto porta fino a raccordarsi al passaruota, e dal fascione superiore
nella stessa plastica grigia, con 4 fari circolari affiancati dalle
frecce vagamente retrò. |
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POSTO GUIDA NON ADATTO PER FARE LUNGHI TRAGITTI |
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Gli
interni si inchinano alla tendenza del momento (delle auto), piazzando
il cruscotto al centro. In realtà, più che una concessione
alla moda è stata una scelta di carattere industriale. Piazzarlo
al centro ha evitato di avere un secondo stampo per la plancia, qualora
si dovessero allestire veicoli con guida a destra (1.140 euro) richiesti
dalle municipalizzate per semplificare le frequenti salite e discese
dal veicolo nel caso di allestimento con vasca.
Si cambia ancora guardia nella catena cinematica rispetto alla
precedente prova di Vado e orno (4/2001). Dopo aver giubilato
il diesel 1.929 Fiat e il 5 marce già appartenuti alla
Regata per il 2,7 litri abbinato a un 5 rapporti entrambi siglati
Hyundai, si è passati lo scorso anno al 4 cilindri, sempre
Hyndai, da 2,5 litri, lo stesso del van H 1 e dei Kia Pregio
e K2500. Resta invariato il cambio, mentre debutta un 4 rapporti
automatico a listino a 1.470 euro.
Il 4 in linea Hyundai aggiunge 13 cavalli di potenza e 5 chilogrammetri
di coppia al precedente motore. Si sono così raggiunti valori
accettabili rispetto al peso. Buono lo spunto: pur senza sgommare,
si riesce a con brio, ma lento il raggiungimento della velocità
massima (96 all'ora). Le galoppate in autostrada non fanno per
lui.
Rispetto al precedente 2,7 litri, ci sono la pompa rotativa a controllo
elettronico e l'impianto Egr, variazioni resesi necessarie per rientrare
nei limiti Euro 3. Che il motore abbia maggiori prestazioni e scaldi
di più lo si capisce dal raddoppio e della superficie radiante
e della comparsa di uno scambiatore di calore per l'olio motore,
raffreddato dall'aria convogliata dalla piccola griglia realizzata
sul frontale. |
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